Se ci avessi puntato e creduto veramente nel momento giusto, sarei forse diventato almeno “un cantautore di terza fila” o se avessi continuato a frequentare gli ambienti artistici, almeno sarei diventato, più adatto alle mie corde, un autore per altri artisti.

Si parla di un fenomeno di 26.000 cantautori nel panorama italiano di oltre 50 anni.

In prima fila ci sono stati i grandi cantautori dagli anni ’60 in poi, solo per esempio i Tenco, Lauzi, Paoli, Modugno, Jannacci, De Andrè, Battisti, Guccini, De Gregori, Venditti, Battiato, Bennato, Vasco, Zucchero, Conte, Ramazzotti, Dalla, Daniele, Cocciante, Baglioni e tanti tanti altri. Poi una sorta di A2 Plus con Concato, Branduardi, Barbarossa, Cremonini, Ron …….
Poi una seconda fila di lusso Lolli, Caposela, Gaetano, Fabi, Bertoli, Mango, ed una Seconda minore (si fa per dire) da Gianco, Manfredi, Gazzè, Cammarere, Brunori SaS, Carboni, …..
Poi una terza fila di piccoli cantautori, alcuni di alto livello, altri meno, ma con sempre qualche cosa da dire.
Un elenco non certo esaustivo, solo un piccolo esempio di una mia personale classificazione per dare una idea del fenomeno.

Un cantautore in fondo lo sono, ho scritto canzoni e le ho presentate al pubblico. Non ho fatto quel salto per portarle ad un pubblico più ampio, per produrre supporti discografici finiti o partecipare a concerti costantemente, farne una professione in termini tecnici e professionali. Per vivere di questo o almeno fortemente e costantemente, insieme alla mia musica.
