
Quella di Shirin-Gol è la storia di una donna oppressa, ma mai vinta, che dà voce a milioni di donne senza voce, senza volto e senza corpo. È una storia di lotta, di coraggio, di speranza che non vuole morire, nonostante tutto e tutti. Una storia che ci aiuta a capire, perché da sempre il fanatismo religioso è terrorizzato dalla serena forza del femminile.

“In Afghanistan quasi tutti i nomi propri hanno un significato. Shirin-Gol significa Dolce Fiore.
Forse perché, proprio nel momento in cui lei nasceva, sua madre aveva visto un fiore, un fiore che emanava un fragrante profumo.
O forse quel nome non è che un frutto dell’immaginazione, nient’altro che una romanticheria. Forse la madre di Shirin-Gol, che, come tutte le madri di questo mondo, per la nascita di quell’altro figlio aveva patito grandi dolori, proprio in quel momento si era chiesta come avrebbe fatto ad allattare un altro bambino se aveva il corpo stremato e i seni avvizziti.“

Dal libro Afghanistan dove Dio viene solo per piangere, di Siba Shakib, nasce la raccolta/spettacolo Shirin Gol, che attraversa la vita di una donna afghana fragile e fortissima, tra racconto e speranza.
Una raccolta di canzoni in uno spettacolo affascinante.
Uno spettacolo di Teatro/Canzone in cerca di uno sceneggiatore.
Shirin Gol
- Shirin Gol mia cara
- Mille
- Musica di stacco 1
- La torre di fuoco
- Musica di stacco 2
- Ti avrei raccontato
- La guerra (non) è (ancora) finita
- La donna nuda
- Azadine la donna del diavolo
- Un matrimonio
- Un matrimonio – la danza
- Un cuore di carta
- …. una prigione …. e una regina
- Chissà se ieri sarà mai domani
- Sognando il Nord

Testi e musiche: marco moscardi Liberamente tratti dal libro Afghanistan Dove Dio viene solo per piangere di Siba Shakib – piemme edizioni
