Le libertà possono essere pubbliche, ma soprattutto private.

La nostra libertà di poter fare, anche di poter mettere in atto qualcosa, senza che qualcuno ce lo impedisca, purché non danneggi la libertà degli altri. La libertà di poter combattere contro una ingiustizia sociale. L’esperienza fatta a Taize contribuisce alla mia crescita sociale e porta alla nascita di canzoni dove la giustizia e le libertà si fondono sempre nella poesia.

Il 17 aprile 1975 un autocarro dei carabinieri, arrivati in forze sul luogo della manifestazione, sale sul marciapiede e ne percorre un buon tratto. Nella manovra, perlomeno azzardata o probabilmente frutto di momentanea esaltazione, viene schiacciato il cranio del manifestante in fuga Giannino Zibecchi, caduto nella fuga. La foto famosa, di un carabiniere che, in attesa degli inquirenti, piantonava il cervello del ragazzo fuoriuscito dal cranio sull’asfalto, smuove le coscienze e da quell’immagine forte ed evocativa prende forma la canzone Milano.
".. c’è un monumento al centro della Piazza con scritto sopra grande “ora e sempre resistenza”.. Un obelisco di bronzo quasi grigio come i sogni di chi non ha più un sorriso …."


Storie di gente senza futuro
Il racconto dell’assurdità ed inutilità delle guerre e della situazione disperata di gente che veniva in Italia con mezzi improbabili in cerca di Fortuna.

" ... Morti per una divisa attaccata alla pelle, morti per una paura di vita che gli ha legato le mani .... "

Disperati in cerca di un futuro migliore, abbandonati nelle strade e spesso oggetto di violenza senza senso.

Questa storia, scritta nel 1980, purtroppo è di una attualità deprimente, insensata. Il racconto dell’inumanità dell’uomo che si ripete, anzi che spesso si accentua nel tempo.
" ... La libertà che hai trovato è quella di essere ucciso, morto bruciato in un rogo avvolto in un manto di fuoco .... "

