IL COMPLESSO “Corto Circuito”
I complessi andavano molto in quegli anni. Dietro la scia dei nomi più famosi, Dik Dik, Camaleonti, Nomadi, Equipe 84 e tanti altri, nascevano i complessini del luogo.
Una chitarra, un basso elettrico, una tastiera e se più ricchi un organo, una batteria ed un cantante.



Quella volta eseguivano pezzi di cantanti e gruppi famosi, quelle che poi si sarebbero chiamate cover. Divisi in Lenti, Shake, Valzer, mazurke, twist e pezzi di grandi cantautori.

L’era digitale non era ancora nella mente di nessun inventore. Carta, penna, calligrafia illeggibile e si va sul palco.


In quegli anni l’inglese di questi complessini era nella maggior parte dei casi “inglese orecchiato”, cioè si ascoltavano i pezzi dalle cassette o dischi, si passavano ore a scrivere il testo con il vocabolario di inglese, se non si trovava già nella copertina interna del disco e poi per cantarlo si orecchiava il testo e si riproduceva il suono.

Ui schip de lai fandando ….. di Senza luce Dik Dik/Procol Harum diventò famoso fra i complessini.


