
“Se quel ragazzo ti entra nel cuore poi non te lo togli più di dosso” un commosso De Zan spiegava la magia del pirata.
Le glorie, le disavventure, le tragedie della vita di un grande campione del ciclismo, Marco Pantani, morto nel 2004, vittima di un sistema corrotto e malvagio. I suoi scatti infiniti, caparbi e nervosi per scalare le vette delle montagne e della sua breve e intensa vita.
"Come Capitan Uncino
hai paura del tempo che passa
l’orologio ti terrorizza
batte le colpe della tua razza …
La forza e la passione
come “Alberto delle nevi”
attimi da sogno
grandi pazzie, carriere brevi …."
Il mio amico Matthias Thurow, famoso cantautore tedesco, cura gli arrangiamenti e registra nel suo studio il brano, suonando molti degli strumenti.

Con la canzone Il Pirata, nasce un CD per commemorare l’arrivo del giro del centenario.

Molti anni prima altri due campioni del ciclismo si combattevano sulle strade del Giro d’Italia e si stimavano nella vita, Bartali e Coppi.
"Nessuno si era ancora dimenticato
la mano tesa a spingere il suo compagno di fuga
che già il traguardo li vedeva rivali
dopo l’arrivo amici da sempre…"

Poi nel solco delle grandi imprese del ciclismo prende vita, ma ancora incompiuta, una nuova canzone per raccontare la sfortunata vita di Michele Scarponi, l’Aquila di Filottrano, unico Marchigiano a vincere il Giro d’Italia, dal nome L’Aquila.
"Michele che fai
Michele ci sei
Michele che voli
Aquila fragile"

