Il Bombardamento di Belgrado. Sull’odore della guerra, di bruciato che si sentiva a Belgrado al mio arrivo avevo già scritto in precedenza. Fu la prima Guerra umanitaria. «Ho appena dato ordine al comandante delle Forze alleate di dare inizio alle operazioni nella Repubblica federale di Jugoslavia» è la dichiarazione delle ore 23 del 23 marzo 1999 del Segretario Generale della Nato, lo spagnolo Solana, socialista ex pacifista. Il 24 marzo alle 20.25 il primo bombardamento su Belgrado. Il mio amico Misha, che abitava vicino ad uno dei ponti, ricorda ancora distintamente il terrore, le bombe, i vetri che si rompevano.
È la prima volta che viene stracciato l’accordo internazionale di Helsinki.
È stata la prima volta che tutti gli stati dell’Alleanza atlantica non si sono limitati a subire l’iniziativa americana, ma si sono attivati direttamente mettendo a disposizione uomini, mezzi, basi, spazi aerei.
L’Italia per la prima volta cancellava la costituzione, l’art.11, il nostro paese partecipava in prima persona alla guerra contro Belgrado. Il solo presidente della Repubblica Scalfaro provò a dire che la cosa era illegittima, ma venne convinto a tacere.

Anche l’uso spregiudicato dei media mai prima di questa volta la verità dei fatti è stata a tal punto stravolta da schegge di emozioni lanciate dal video sui telespettatori. L’elenco degli obiettivi colpiti dall’aviazione della NATO, scuole, ospedali, alberghi, stazioni termali e sciistiche, industrie meccaniche, chimiche, agricole, impianti petroliferi, acquedotti, ponti, centrali elettriche, strutture di telecomunicazione, dimostra che l’azione militare non aveva per oggetto il Kosovo, ma la Jugoslavia, non aveva per oggetto un regime politico, ma un intero popolo, l’azione militare si è tradotta in una punizione collettiva ai danni del popolo serbo.

Era il 24 marzo 1999, quando un governo di sinistra capeggiato da Massimo D’Alema, mandò il nostro Paese in guerra.
Gli interventi umanitari, con lui premier, dureranno 78 giorni e scaricheranno 2.700 tonnellate di esplosivo, i morti civili furono 500.
Una aggressione di europei ad un altro stato sovrano europeo che il Segretario Generale della NAO chiamerà, come Putin molti anni dopo, Operazione Speciale, senza aere il coraggio di chiamarla con il suo nome: GUERRA.
