Con la speranza per il nuovo Millennio, dieci anni dedicati alla famiglia, ai figli, alla politica ed al sociale. Nel solco del nuovo corso della storia dopo la caduta del Muro di Berlino. Ma molto meno tempo da dedicare alla mia musica, un po’ più a quella degli altri organizzando corsi musicali, concerti, rassegne, spettacoli.

Come non utilizzare una canzone per dialogare con la figlia che sta per nascere e provare a trasmetterle le poche certezze ed i tanti dubbi della vita. Così prende vita la canzone Bambino mio.
"..se ti racconteranno che la storia si ripete che i sogni restan sogni e vince il più crudele allora figlio mio ti devi ribellare e provare che un Dio non basta per cambiare …"
La crescita di un ragazzo, di un bambino che si fa grande, viene accomunata alla storia di Pinocchio, che cresce e diventa uomo, con i suoi amici, ma anche i cattivi consiglieri. Una favola di vita.
"Ma fermare se saprai Gli attimi da re Qualcosa anche di te In eterno resterà…"

Guardando una vecchia fotografia in bianco e nero il dubbio viene naturale “ma quella gente che in foto sta in posa, viveva a quel tempo una storia vera, non in bianco e nero, ma a colori? Viveva la propria storia come la nostra?” Una storia, una favola, una vita.
"Chissà se i vecchi hanno avuto mai un passato o solamente quello raccontato nelle loro storie e nelle canzoni nelle speranze nelle facili illusioni…"

Il millennio finisce. Come non portare la mente alla fine del primo millennio della storia dell’uomo. Quell’anno Mille che tante paure e poche speranze forniva agli abitanti dell’epoca.
"Fu una notte di San Silvestro
Che stupì il mondo intero
Tutto ciò ch’era perverso
Diventò remissivo e pio
Mezzanotte fu un’ora strana
La scintilla di inizio e fine
Un oroscopo di puttana
Prevedeva la joie de vivre..."
