Gli spettacoli

Entrato un po’ nel giro venivo chiamato ad una rassegna, un concorso, poi a rappresentare l’Italia in una rassegna di cantautori di varie nazioni. Ci si faceva vedere.

E cantavo le mie canzoni. Quasi sempre ormai ad alto contenuto sociale.

Finita l’esperienza con Gabriele, partito per andare a vivere stabilmente in Francia, cercavo e trovavo sporadicamente amici per suonare, fare i cori e registrare, con un minimo di acustica decente, nella sala prove della Banda Cittadina. Bandisti ai fiati, Giuseppe (Peppe) Grassi al pianoforte, Fabrizio Paleani alla batteria, Stefania Celli ai cori.

Poi nei primi anni ’80 andiamo a Milano, io e Sergio Ferri, in arte Sergiaccio, mio amico eclettico Disk Jockey (D.J.), tra i primi intrattenitori delle nascenti Radio Libere italiane. Andiamo alla nascente Milano 2, negli uffici della Casa discografica Five Record, parte della grande ascesa del gruppo Fininvest, per proporre alcuni miei pezzi. Ci accolgono, mi dicono che ci sono cose buone sulle quali lavorare, ma che servono demo più strutturate per andare avanti. I mezzi tecnici dell’epoca in mano alle persone comuni come me erano pochi. Per fare una demo seria, a quell’epoca, dovevi andare in uno studio di registrazione, con dei musicisti, investire mezzi e molto denaro.

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