Come nasce una canzone

Alla prima domanda che ti fa un tuo amico al quale fai sentire la tua canzone, … ma nasce prima il testo o la musica … , la risposta non c’è.

Ho scatole piene di fogli di giornale, pagine bianche o a quadri, biglietti dei treni e degli autobus, fazzoletti di carta dei ristoranti e bar con appunti. La prima regola è che se ti viene una idea per un pezzo o per un testo non te la devi far fuggire. Il momento è fondamentale. Se passa l’idea non torna uguale a quella avuta. Così nascono gli embrioni della maggior parte dei testi delle canzoni.

Ho cassette, CD e poi audio del telefono con tantissime idee musicali. Riff, ritornelli, tre note, quattro battute, una melodia. Se arriva va fermata. Non sempre è quella buona, ma a cercare fra tutte quelle, qualcosa di buono si trova sicuramente.

Poi , come in amore, c’è il colpo di fulmine. Un pezzo che ti viene di getto, musica e parole. Non saranno mai le parole definitive del pezzo, ne la musica completa della canzone, ma sicuramente un ritornello quasi fatto, si.

Proviamo a vedere una cosa estrema. Un pezzo nato, poi arrangiato artigianalmente e come poi ha subito uno stravolgimento nella musica e nel testo ed il pezzo definitivo.

1978 nasce Era solo un ladro ballata sulla differenza dell’importanza della vita fra un benestante ed un balordo. Avevo 21 anni.

Era solo un ladro

Quel giorno con il suo compare

Decidesti di tentare ancora

Nella borsa c’era un gran valore

Ma non bastava a pagar la tua vita …

Ma la moto che forte correva

Non fu poi abbastanza veloce

Le pallottole giunsero a segno

Tu cadevi e non potevi capire …

Ma perché piangere

In fondo era un semplice ladro

Un uomo da poco un uomo sbagliato

Che aveva venduto perfin la sua vita …

La tua vita balorda e incivile

Si concluse in un giorno di sole

Sol perché un uomo perbene

Volle farsi giustizia da solo …

Quel giorno durante il processo

Dirà che si é solo difeso

Andrà forse in galera sei mesi

Il prezzo della vita di un uomo ..

Ma perché piangere

In fondo era un semplice ladro

Un uomo da poco un uomo sbagliato

Che aveva venduto perfin la sua vita …

E qualcuno sentendo la storia

Dirà “Bene un brigante di meno

E si metterà a cantare la gloria

E il coraggio dell’uomo perbene

Ma a te non fu concesso appello

Per chi stà dalla parte sbagliata

Non c’é mai una mano che cerca

Di portarlo di qua dalla barricata …

Ma perché piangere

In fondo era un semplice ladro

Un uomo da poco un uomo sbagliato

he aveva venduto perfin la sua vita …

marco moscardi (SIAE) 1978

1980 la canzone prende un’altra strada. Il testo più adatto alle novità del tempo, più scanzonato, più irriverente, meno pesante si chiamerà Avventure Medioevali. Il pezzo viene arrangiato e poi registrato tra l‘inverno 1979 e la primavera 1980 in stranissima contemporanea con l’Era del cinghiale bianco di Battiato/Giusto Pio. Erano novità che non si erano ancora ascoltate nella musica italiana. L’uso geniale del fairlight, per i cori di ricordo medioevale, da parte di Malleus, era all’avanguardia in Italia.

Avventure Medioevali

Al contrario di come ci appare

Nelle stampe anche Carlo fu bello

Con il collo taurino un po’ grasso

La sua voce uno stridio d’uccello …

Il più grande suo divertimento

Era farsi servire dai Duchi

Trasformandoli in suoi camerieri

Per chiarire chi era il migliore …

Carlo, Carlo,

il capo tu sarai

tutti in coso l’inno tuo canterem ..

Oh, Oh. Oh …

Al contrario dei prodi compagni

Non reggeva un dito di vino

La sua sposa da sola dormiva

Le sua amanti vagavan per casa …

Quando all’alba si alzava e a cavallo

Nel silenzio andava a cacciare

Ritornava il mercante di polli

Senza gloria e senza denaro …

Aquisgrana

S’inchina la tuo passar

Ma domani solo ti lascerà..

Oh, Oh. Oh …

Carlo poi diventò Carlo Magno

Con il titolo di Re e Imperatore

Ma non si seppe mai perdonare

Di non leggere e scriver da solo …

Oh, Oh. Oh …

marco moscardi (SIAE) 1980